
Introduzione
Viene ogni mercoledì, alle 11:42.
Porta guanti in pelle anche d’estate e una borsa in coccodrillo che scricchiola come una radio a valvole.
Prova sempre un solo cappello. Poi lo rimette a posto, si guarda allo specchio, sorride appena e dice:
— Questo mi ricorda il giorno in cui ho sposato un ambasciatore norvegese.
Oppure:
— Avevo un cappello identico quando ho corso la Mille Miglia in sidecar.
Oppure ancora:
— È il gemello di quello che indossavo a Sanremo nel ’61. L’edizione in cui sono scappata con un contrabbassista.
Nessuno sa se le sue storie siano vere.
Nessuno ha mai visto una foto.
Ma tutti, qui dentro, attendiamo il mercoledì come fosse teatro.
E a volte, tra noi, sussurriamo:
— Chissà cosa indosserà la prossima volta.

Puntata 1 – Lettere d’amore (a pagamento)
Oggi ha scelto un basco viola, appena inclinato sul lato sinistro.
Se lo è aggiustato con due dita leggere, come se avesse fatto quel gesto migliaia di volte.
— Questo mi ricorda il periodo in cui scrivevo lettere d’amore per conto di altri.
Si è guardata nello specchio come per leggere se stessa.
— Venivano da me con i biglietti del treno, le mani sudate, le lacrime negli occhi. Io scrivevo tutto, come se fossi stata là: la fontana, il tramonto, il bacio interrotto.
Ha lasciato il cappello con un sorriso.
— Solo una volta ho scritto una lettera mia. Ma non l’ho firmata.

Puntata 2 – Il saluto alla regina
Questa volta ha provato una cloche color crema, anni ’30.
L’ha indossata con una lentezza teatrale, poi ha inclinato la testa come per fare un inchino.
— È identica a quella che portavo quando ho salutato la Regina Elisabetta.
Silenzio in negozio. Una cliente ha smesso di sistemarsi il foulard.
— Non quello attuale. Quella vera.
Ha fatto un passo indietro, studiandosi nel riflesso.
— Mi trovavo in carrozza, Windsor, 1961. Io ero in piedi, lei pure. Abbiamo alzato il sopracciglio destro nello stesso istante.
Ha rimesso il cappello a posto.
— Il personale era scandalizzato. Ma la Regina, secondo me, ha apprezzato.

Puntata 3 – La gioielleria
Ha provato un fedora grigio chiaro, a tesa rigida.
L’ha tenuto in testa per meno di un minuto.
— Questo cappello mi ricorda la volta in cui ho sventato un furto.
Si è voltata di tre quarti, come fosse sul palcoscenico.
— Ero da Bernardi Gioielli, stavo scegliendo un orologio da uomo. Un tipo entra, apre la giacca, mostra una pistola.
Ha fatto un piccolo gesto con la mano.
— L’ho guardato. Ho inclinato il cappello. E basta.
Una pausa.
— Se n’è andato. Le forze dell’ordine mi hanno chiesto cosa avessi fatto.
Ha alzato le spalle.
— Il fedora aveva parlato per me.

Puntata 4 – I pretendenti
Ha scelto un turbante nero, elegante e un po’ severo.
Lo ha posato sulla testa come fosse una corona.
— Questo mi ha salvata da tre proposte di matrimonio.
Ha aspettato che la commessa la guardasse negli occhi.
— Una volta in un ristorante, una su un treno, una nel chiostro di un convento.
Si è fermata, poi ha sorriso.
— Però con questo ne ho ricevuta una quarta. E quella sì, l’ho accettata.
Silenzio.
— Non era l’uomo giusto. Ma il cappello… quello sì.

Puntata 5 – Il ritorno del cappello
Ha preso un cappello a tesa larga color sabbia.
Lo ha provato senza parlare, guardando il soffitto.
— L’ho perso a Biarritz.
Una pausa.
— L’ho lasciato su un tavolo di legno, accanto a un bicchiere di bianco secco. Mi ero allontanata solo un attimo.
Si è girata lentamente verso lo specchio.
— Quando sono tornata, era sparito.
Appena prima di uscire ha detto:
— Sei mesi dopo, l’ho ritrovato. Ma era lui che aveva cercato me.

Epilogo
Mercoledì. Ore 11:42.
È entrata senza guardare i cappelli.
Ha sorriso alla commessa.
— Oggi non provo nulla.
Si è avvicinata al banco. Ha appoggiato qualcosa: un piccolo foglio piegato in quattro.
— Volevo solo dire grazie.
Poi si è girata e ha lasciato la boutique.
Quando hanno aperto il foglio, c’era scritto:
“Anche voi avete una bella storia. Vi consiglio di raccontarla.”

